Review: Geografie di un Sogno e Altre Solitudini (Teatro Italiano)

Presso una location segreta nel centro di Roma, va in scena  Geografie di un sogno e altre solitudini, spettacolo scrittoe diretto da Fabrizio Funari.

L’opera del giovane autore si propone come un viaggio esperienziale, per un singolo spettatore a rappresentazione, puntando sull’inter attività  tra pubblico ed attori.

Attraverso percorsi d’ispirazione onirica- nei sogni, Tempo e Spazio si intersecano e sovappongono, infrangendo i dettami del Reale- lo spettatore compie un percorso suddiviso in quadri, che hanno come filo rosso le emozioni umane e la profonda solitudine che caratterizza la nostra esistenza.

Il riferimento a Kafka, alle cui atmosfere Funari s’ispira, si dipana nella messa in scena surreale ed a tratti angosciante dei passaggi esistenziali: amore, dolore, aspirazioni e rapporto con la morte e la quotidianità.

In alcuni momenti la rappresentazione diviene quasi lynchana, riprendendo dal celebre regista di Twin Peaks e Strade Perdute, la decostrutturazione narrativa, tipica del sogno, in cui si miscelano momenti ed ambientazioni.

L’impatto sullo spettatore risulta molto forte e quasi catartico, volgendo l’attenzione non sull’aspetto logico- razionale ma sull’emotivita della fruizione dell’opera.

READ THE FULL REVIEW HERE